Clara Campoamor, la madre del feminismo spagnolo.
- npoelaert0
- 7 giorni fa
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Clara Campoamor Rodríguez (1888–1972) è ampiamente considerata la madre del movimento feminista spagnolo e una delle figure più influenti nella lotta per i diritti delle donne in Spagna. Nata il 12 febbraio 1888 a Madrid in una famiglia operaia, la sua prima infanzia fu segnata da difficoltà. La morte di suo padre, quando lei aveva solo dieci anni, la costrinse a lasciare la scuola e a iniziare a lavorare per mantenere la famiglia. Nonostante queste sfide, riprese gli studi più tardi nella vita, diventando a 36 anni una delle prime avvocatesse della Spagna. Prima della sua carriera legale, lavorò in vari mestieri, tra cui sarta, commessa, assistente telegrafica e insegnante, esperienze che influenzarono profondamente la sua coscienza sociale e politica.
La sua carriera politica decollò con l’avvento della Seconda Repubblica Spagnola nel 1931. Come membro del Partito Radicale, fu eletta all’Assemblea Costituente, dove divenne una sostenitrice vocale del suffragio femminile. Il suo successo più famoso fu durante la stesura della Costituzione spagnola del 1931, quando riuscì a far includere il diritto di voto delle donne, una posizione radicale e controversa per l’epoca. I suoi appassionati discorsi in parlamento, in particolare il dibattito con la collega deputata Victoria Kent (che si opponeva al suffragio femminile per ragioni strategiche), furono determinanti per ottenere il voto alle donne spagnole. La Costituzione del 1931 concessero infine il suffragio universale, permettendo alle donne di votare per la prima volta nelle elezioni del 1933.
Oltre al suffragio, Campoamor sostenne una serie di cause progressiste, tra cui l’uguaglianza legale per i figli nati dentro e fuori dal matrimonio, il diritto al divorzio e una maggiore protezione legale per le donne. Tuttavia, la sua carriera politica fu interrotta dall’ascesa delle forze conservatrici e dallo scoppio della Guerra Civile Spagnola. Delusa dal fallimento della Repubblica e di fronte alla persecuzione politica, andò in esilio nel 1936, prima in Argentina e poi in Svizzera, dove continuò a scrivere e a lottare per i diritti delle donne fino alla sua morte, il 30 aprile 1972. In esilio, si rifiutò di compromettere i suoi principi, anche quando le fu offerta la possibilità di tornare in Spagna sotto il regime di Franco se avesse rinnegato le sue idee politiche.
L’eredità di Campoamor va oltre i suoi successi politici. Fu anche una scrittrice prolifica, autrice di biografie e saggi che mettevano in luce le lotte e i contributi delle donne. La sua autobiografia, Il mio peccato mortale: il voto femminile e io, riflette sulla sua vita e sulle sfide affrontate nella lotta per l’uguaglianza. In suo onore sono stati realizzati numerosi tributi, tra cui premi, monumenti e l’intitolazione di spazi pubblici e istituzioni a lei dedicati. Oggi Clara Campoamor è celebrata come simbolo di coraggio, principi e della lotta duratura per l’uguaglianza di genere.


